La Chiesa della Beata Vergine del Rosario a Trieste: Un Percorso tra Storia e Altari

La Chiesa della Beata Vergine del Rosario, situata in Piazza Vecchia a Trieste, rappresenta un significativo punto di riferimento storico e religioso per la città. La sua storia complessa e le numerose trasformazioni hanno plasmato l'edificio e i suoi arredi sacri, in particolare gli altari, che ne raccontano le vicende.

Le Origini e le Prime Configurazioni degli Altari

La costruzione della chiesa ebbe inizio l'11 maggio 1631 con la posa della prima pietra, e fu completata il 28 ottobre 1635. I lavori furono possibili grazie al contributo della Confraternita del Rosario e di alcuni facoltosi armatori e commercianti triestini, tra cui Antonio Giraldi, Francesco Locatelli e i suoi fratelli. I Locatelli, in particolare, eressero la loro tomba all'interno dell'edificio.

La chiesa venne benedetta e aperta al culto dal vescovo Pompeo Coronini, per essere poi consacrata il 13 agosto 1651 dal vescovo Antonio Marenzi. Originariamente, l'edificio, di stile barocco, era dotato di tre altari marmorei. L'altare maggiore era dedicato alla Beata Vergine del Rosario, eretto nel 1684 e successivamente rinnovato e consacrato il 24 aprile 1689 dal vescovo Gorizutti. I due altari laterali erano dedicati rispettivamente a Sant'Antonio e a San Francesco da Paola. Documenti del 1694 menzionano anche altari dedicati alle Anime del Purgatorio e a Sant'Antonio da Padova.

Pianta della chiesa della Beata Vergine del Rosario a Trieste con indicazione degli altari

Le Trasformazioni Storiche e il Cambiamento degli Altari

Il destino della chiesa subì un drastico cambiamento nel 1784, quando fu chiusa in seguito alle soppressioni operate da Giuseppe II. L'anno seguente, nel 1785, l'edificio fu venduto per circa 7.500 fiorini alla Comunità Evangelica di Confessione Augustana. Non riconoscendo la venerazione della Madonna, la comunità ne mutò il nome in Chiesa della Santissima Trinità. Durante questo periodo, gli altari laterali originali vennero rimossi.

Nel 1869, dopo la demolizione della chiesa di San Pietro (che fungeva da cappella comunale), il Comune di Trieste riacquistò la chiesa del Rosario dalla Comunità Evangelica, destinandola a nuova Cappella Civica. Mantenendo tale qualifica, la chiesa divenne sede della parrocchia del medesimo titolo quando questa fu costituita il 1° marzo 1948, con l'attività parrocchiale iniziata il 24 aprile 1949.

L'Altare Maggiore: Evoluzione e Dettagli

L'attuale altare maggiore continua la dedicazione principale alla Beata Vergine del Rosario. Nel corso della sua storia, ha subito vari interventi; un "adattamento" dell'altare maggiore è documentato nel 1871. Attualmente, al centro del presbiterio, che si distingue per i contorni in broccato rosso e un bordo dorato, è presente la statua della Madonna del Rosario, realizzata nel 2015 a Nadur, una città dell'isola di Gozo nell'arcipelago maltese.

Foto dell'altare maggiore della Chiesa della Beata Vergine del Rosario con la statua della Madonna del Rosario

L'Altare del Crocifisso e la Memoria dei Dispersi

Addossato alla parete sinistra della chiesa si trova l'Altare del Crocifisso, dedicato ai Dispersi di tutte le guerre. Questo altare ha sostituito una precedente opera devozionale eretta nel 1931 per il settimo centenario della morte di Sant’Antonio da Padova, che conteneva la statua distesa del santo, come testimonia un'iscrizione sul marmo dell'altare.

L'iniziativa di dedicare un altare ai dispersi fu promossa dal Comitato Provinciale di Trieste dell'Associazione Nazionale Famiglie Caduti e Dispersi in guerra, istituito nel 1953 grazie all'interessamento di Letizia Fonda Savio. Il comitato si occupò della raccolta dei fondi e dei contatti con le autorità. Per contenere le spese, la Direzione dei Civici Musei mise a disposizione la mensa d'altare proveniente dalla cappella gentilizia di Stefano Conti, demolita nel 1939. Realizzata con splendidi marmi intarsiati a disegni policromi, risulta molto simile agli altari ottocenteschi presenti nella Cattedrale di San Giusto.

Sulla parete sopra l'altare, in una cornice marmorea, è inserita una lunetta bronzea, opera di Ugo Carà, vincitore di un concorso nazionale. Il crocefisso con il tabernacolo sono stati realizzati da Carlo Sbisà, così come un particolare candelabro bronzeo che presenta il motivo delle spine, in memoria della corona portata da Gesù.

Dettaglio della lunetta bronzea di Ugo Carà sull'altare dei Dispersi

Simboli e Dettagli Artistici

Un elemento simbolico di rilievo, risalente al periodo in cui la chiesa era evangelica, è il triangolo onniveggente con raggi di luce, emblema della Santissima Trinità, presente sia sulla facciata che in alto sopra l'arco trionfale. Altri dettagli storici e artistici includono gli antichi scanni del Consiglio di Trieste e particolari dipinti sulla cassa dell'organo, accessibile da una porticina.

tags: #altari #chiesa #beata #vergine #del #rosario