Il panorama artistico del Trentino vanta numerosi esempi di arte gotica, tra cui spiccano altari e sculture lignee che testimoniano la ricchezza culturale del territorio. Due esempi significativi, l'uno legato all'antico altare maggiore della Chiesa di Santa Maria Maggiore a Trento e l'altro un altare a portelle tardo-gotico restaurato proveniente da Tonadico, offrono uno spaccato della storia, dell'evoluzione stilistica e degli interventi di conservazione di queste preziose opere.
La "Schöne Madonna" dell'Antico Altare Maggiore di Santa Maria Maggiore a Trento
La statua, una delle più venerate della città di Trento, ornava l'antico altare maggiore della chiesa di Santa Maria Maggiore. Sopravvissuta al rifacimento dell’altare, nel corso del XVI secolo fu sottoposta a irrimediabili mutilazioni al fine di abbigliarla con vesti di stoffa. Della figura originale si sono salvati soltanto la testa di Maria e il Bambino.
Caratteristiche Stilistiche e Attribuzione
Il tema della Vergine col Bambino è presentato secondo la tipologia iconografica della Schöne Madonna (Bella Madonna), elaborata in ambiente boemo nel periodo gotico internazionale. Questa è caratterizzata da volti delicati e sorridenti, panneggi molto ricchi e sinuosi e da un'intonazione tenera e giocosa che richiama il legame affettivo tra Madre e Figlio.
L’autore dell’opera è stato individuato in uno stretto collaboratore di Hans von Judenburg, rinomato scultore del legno che soggiornò a Bolzano tra il 1420 e il 1424 per realizzare l’altare a portelle della parrocchiale, solo in parte conservato.
L'opera è realizzata in legno intagliato e dipinto. La sua provenienza è attestata dalla chiesa di Santa Maria Maggiore a Trento e, successivamente, dall'asilo Zanella, sempre a Trento.

Il Recupero dell'Altare Tardo-Gotico a Portelle di Tonadico
Un percorso di ricerca e di lavoro, iniziato nel 2002, è culminato con la riconsegna ufficiale di un altare ligneo proveniente dalla Chiesa dei SS. Vittore e Corona, restaurato in diretta amministrazione dalla Soprintendenza per i Beni Storico-artistici di Trento. Questo evento ha avuto luogo durante una conferenza all’interno di Palazzo Scopoli a Tonadico, uno degli appuntamenti della Settimana della cultura, alla presenza della vicepresidente della Provincia autonoma di Trento.
L’altare a portelle rimase nella sua collocazione originaria, la chiesa cimiteriale dei Santi Vittore e Corona, fino al 1970 circa. Successivamente fu smontato e ricoverato in canonica a causa di ripetuti furti e di un complessivo degrado dovuto alle cattive condizioni microclimatiche.
Il Progetto di Restauro e le Indagini Scientifiche
Fra il 2002 e il 2003 la Soprintendenza per i Beni Storico-artistici decise di intervenire per recuperare questo splendido esemplare di altare tardo-gotico, approfittando dell’occasione per approfondire lo studio sulle tecniche costruttive, compositive e decorative nonché sui materiali. I contributi scientifici e storico-artistici confluiti dai vari specialisti hanno potuto stabilire dei punti di riferimento sufficientemente sicuri.
I lavori di recupero sono stati illustrati da Raffaella Colbacchini, direttore dei lavori, e Francesca Raffaelli, tecnico restauratore. Hanno visto coinvolti diversi soggetti: Stefano Volpin di Padova per i rilievi scientifici, Mauro Bernabei del CNR-Ivalsa di San Michele all’Adige per le indagini dendrocronologiche e la ditta L.A.R.A. di Cristiano e Roberto Gervasi di Denno, che ha realizzato il lavoro di restauro.

Attribuzione e Peculiarità Stilistiche
L’analisi stilistica condotta sulle parti scultoree e dipinte consente sia di confermare l’attribuzione già di Serenella Castri alla bottega brissinese di Ruprecht Potsch, attivo tra il 1490 e il 1520, ma anche di aggiungere ulteriori considerazioni. Potsch era sostanzialmente un pittore e aveva alle sue dipendenze diversi intagliatori. Per questo motivo, nella produzione artistica proveniente dalla sua bottega si possono riscontrare differenze stilistiche non solo tra opere di sua produzione certa ma anche all’interno dello stesso manufatto.
Ed è ciò che si è rilevato anche nelle parti scultoree originali dell’altare maggiore di Tonadico: due sono infatti gli artisti che hanno realizzato l’opera. Uno è autore dei rilievi delle portelle, caratterizzato da uno stile pesante e goffo nella resa delle figure, mentre l'altro, di maggiore levatura, è l'autore della Madonna e di San Vittore. Questo secondo artista è lo stesso che ha realizzato per Potsch, tra il 1506 e il 1509, il San Sebastiano conservato nella chiesa parrocchiale di San Nicolò in Val d’Ega.
Nuova Collocazione e Valorizzazione
L’opera è stata collocata proprio in questi giorni nella nuova sala espositiva di Palazzo Scopoli, sede appositamente approntata per ospitarla in tutta sicurezza in un ambiente correttamente climatizzato e al riparo dai possibili furti o atti vandalici.
Gli affreschi gotici in San Domenico
tags: #altare #tridentino #gotico