Santuario di Maria Santissima di Carpignano: L'Altare Maggiore e la Sua Storia

Il Santuario di Maria Santissima di Carpignano, situato nel territorio di Grottaminarda, è un luogo di profonda devozione la cui storia affonda le radici in un ritrovamento miracoloso e in una fede secolare.

Le Origini del Culto e la Prima Edificazione

La storia del Santuario ebbe inizio nel 1150, quando un pastorello ritrovò prodigiosamente l'immagine taumaturga di Maria Santissima di Carpignano sul luogo dove oggi sorge il Santuario. Questa preziosa icona divenne subito oggetto di intensa venerazione. In seguito a questo evento, fu costruita una chiesa, la cui custodia fu affidata all'Ordine Teutonico.

Antica icona della Vergine di Carpignano

La Nuova Chiesa e il Miracolo della Pioggia del 1859

Un momento cruciale nella storia del Santuario si verificò nel 1859. Come riportato da P. Adolfo Rezza dei Mercedari nel suo libro “Cenni storici del Santuario di Maria SS.”, una prolungata e spaventosa siccità afflisse il territorio di Grottaminarda per ben sei mesi. Un cielo bronzeo e un sole quasi canicolare bruciavano la campagna, minacciando seriamente il raccolto. Tutta la città rispose all’invito, accorrendo con processioni di penitenza alla piccola cappella e innalzando preghiere e offerte alla Vergine. La Vergine non lasciò deluse le suppliche e i voti dei suoi figli. Appena i fedeli rientrarono nelle loro case, un'acqua torrenziale cadde per ben due ore sul territorio di Grottaminarda, ridonando la vegetazione alle campagne riarse e sollevando i cuori dei grottesi dall’incubo che li opprimeva.

Da questo evento straordinario nacque l’idea di sostituire la piccola cappella di Carpignano con una chiesa più degna della generosità della grande Patrona e della riconoscenza del popolo. L’arciprete Bianchi, l’abate Troysi e le autorità civili organizzarono una raccolta fondi che permise di iniziare subito i lavori della nuova chiesa. Questa fu inaugurata nel 1861. L'edificio misura 27,88 metri di lunghezza e 9,80 metri di larghezza ed è caratterizzato da un'unica navata.

La pubblica assistenza di Grottaminarda in cammino verso Carpignano

L'Altare Maggiore: Centro della Devozione

Il cuore del Santuario è l'altare maggiore, che costituisce il fulcro della devozione. Questo altare, fatto costruire a spese della famiglia Abruzzese, è realizzato in marmo ed è solennemente dedicato alla Vergine Santissima di Carpignano. Il quadro della Vergine, racchiuso in un’edicola di semplice fattura, s’innalza sul secondo gradino della mensa. Alle spalle dell'altare maggiore, nell'interno a navata unica del Santuario, è conservato da secoli un prezioso dipinto su tavola raffigurante la Vergine con il Bambino in braccio, risalente alla metà del XII secolo. A completare la struttura interna, il Santuario ospita anche due altari laterali, dedicati rispettivamente a San Pasquale Baylon e all'Immacolata Concezione.

Dettaglio dell'altare maggiore e del quadro della Vergine Maria di Carpignano

Evoluzione e Ricostruzioni del Santuario

Nel 1901, il Santuario fu affidato ai Padri Mercedari, che vi costruirono anche il Convento, arricchendo la comunità spirituale del luogo. Nel 1911, il Santuario fu elevato a Parrocchia. Un evento di grande rilievo per la devozione popolare avvenne nell'agosto del 1945, quando la Madonna fu solennemente incoronata.

La storia del Santuario è stata anche segnata da eventi distruttivi e successive rinascite. Gli eventi bellici e i terremoti hanno più volte danneggiato l'edificio religioso. In particolare, nel 1980, la cupola e la volta della Chiesa crollarono a seguito del terremoto, causando la perdita degli affreschi che le ornavano. Tuttavia, l'edificio fu prontamente ricostruito, modificato e ampliato, riaprendo al culto nel 1988. L'attuale Santuario si presenta come una struttura completa e funzionale, sviluppata su due piani, con un museo al piano terra che custodisce oggetti legati alla sua ricca storia.

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