La Natura Teologica dei Vangeli
Ogni qualvolta si legge un vangelo, è fondamentale tenere presente che esso non riguarda la cronaca, ma la teologia. Gli evangelisti non intendono tanto trasmetterci dei fatti storici, quanto delle verità di fede. La loro non è una semplice narrazione cronachistica, ma una profonda elaborazione teologica. Di conseguenza, tentare di ricostruire il fatto storico attraverso i vangeli è pressoché impossibile.
A conferma di ciò, si osserva che nel brano del Vangelo di Marco, capitolo 10 (versetti 46-52), l'evangelista racconta che Gesù guarisce un cieco. Tuttavia, nel Vangelo di Matteo, i ciechi sono almeno due. Non è possibile sapere storicamente quanti fossero questi ciechi (erano due o uno, come scrive Marco?). Questo evidenzia come la narrazione evangelica privilegi la verità teologica rispetto alla precisione storica.

L'Inizio del Ministero di Gesù nel Vangelo di Marco
Nel Vangelo di Marco, l'evangelista narra che Gesù insegna in tutta la Galilea, avviando così il suo ministero pubblico. Fin dai primi momenti, Gesù chiama i suoi primi quattro discepoli, invitandoli ad essere "pescatori di uomini".
Tutti gli evangelisti sono concordi nell'indicare l'attività di Gesù come quella di colui che battezza nello Spirito Santo. Questo è possibile perché in Gesù risiede la pienezza dello Spirito Santo, che rappresenta la forza, la capacità e la potenza d'amore di Dio. Questa accoglienza dello Spirito da parte di Gesù viene chiaramente indicata dagli evangelisti nell'episodio del suo battesimo.
Il Viaggio di Gesù e la Comprensione dei Discepoli
Gesù intraprende un lunghissimo viaggio e conduce i suoi discepoli all'estremo nord del paese, in terra pagana, a Cesarèa di Filippo. Questo viaggio, lontano dalla mentalità giudaica e nazionalista, ha lo scopo di verificare se i discepoli abbiano effettivamente compreso il suo messaggio.
Il termine "strada" in alcuni contesti evangelici, come nelle parabole, indica la semina infruttuosa, suggerendo le difficoltà di accoglienza del messaggio.
La Sfida di Gesù alle Autorità a Gerusalemme
Nel tempio di Gerusalemme, Gesù attacca apertamente la condotta della casta sacerdotale al potere, accusandola di aver trasformato il tempio in una "spelonca di ladri". Non solo, ma li accusa di essere assassini che, per interesse, lo avrebbero ucciso. Questo insegnamento è valido per tutte le comunità dei credenti.
Naturalmente, le autorità religiose vogliono uccidere Gesù, ma non possono farlo apertamente per paura della folla. Si sussegue quindi una serie di attacchi contro Gesù volti a diffamarlo, dai quali però Gesù emerge ogni volta più rafforzato.

Il Complesso Discorso Eschatologico (Marco 13)
Il capitolo 13 del Vangelo di Marco è estremamente complesso. L'evangelista stesso ne è consapevole al punto che al versetto 14 dice "chi legge capisca". Alberto Maggi invita a comprendere a fondo ciò che l'evangelista intende trasmettere in questo discorso.
L'ultimo discorso di Gesù ai suoi discepoli, prima della cena, contiene un incoraggiamento rispetto ai pericoli esterni e un monito rispetto ai pericoli interni alla comunità, forse più insidiosi di quelli esterni. Gesù afferma: "Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle". Queste immagini, prese dal linguaggio dei profeti, rappresentano la caduta di un ordine sociale ingiusto e l'inaugurazione di uno nuovo.