Il Santuario di Santa Maria alla Fontana: Un Luogo di Fede e Acque Miracolose a Milano

Quando pensiamo a Milano, le prime cose che ci vengono in mente sono sicuramente dinamicità, contemporaneità e innovazione, caratteristiche di una città probabilmente tra le più all’avanguardia e futuristiche del nostro Paese. Ma quasi nascosto tra le pieghe di questo tessuto urbano così contemporaneo e vibrante, tra i grattacieli e i locali alla moda, esiste un luogo che in pochi conoscono: il Santuario di Santa Maria alla Fontana. In perfetto contrasto con il contesto in cui si trova, questo luogo sacro porta con sé e conserva storie di miracoli, fede religiosa e arte rinascimentale. Al centro di tutto, immutata da secoli, una fonte d’acqua considerata miracolosa ha attratto nel tempo innumerevoli pellegrini e ancora oggi affascina e suscita stupore.

Foto panoramica del Santuario di Santa Maria alla Fontana, che mostra il contrasto tra l'architettura storica e l'ambiente urbano moderno circostante a Milano.

Le Origini e i Poteri Curativi della Fonte Miracolosa

La leggenda vuole che l’incredibile fama della fonte miracolosa di Santa Maria alla Fontana sia legata a un episodio particolare, avvenuto nel 1507. Si racconta che un giovane aristocratico trentatreenne, Carlo II d’Amboise, che dal 1500 al 1510 fu governatore di Milano sotto Luigi XII, re di Francia, soffrisse da tempo di una grave malattia agli occhi che lo stava portando alla completa cecità. Nessun medico era riuscito a trovare un efficace rimedio. Qualcuno gli aveva riferito dell’esistenza di una fonte d’acqua miracolosa che sgorgava tra i campi fuori città dalle parti di Porta Comacina, e lo aveva convinto a fare anche quel tentativo nella speranza di risolvere il problema che lo affliggeva.

Secondo la tradizione, nell'estate del 1506, Carlo II d’Amboise si recò alla fonte. Lì, vicino alla fonte, tra le due ali di folla che si erano aperte a ventaglio per lasciarlo passare, scese dalla carrozza e si mise in coda come tutti gli altri. Quando arrivò il suo turno, bevuta l’acqua miracolosa della fonte benedetta, fece le abluzioni suggerite agli occhi. Ottenne un miglioramento così sorprendente che ne uscì miracolosamente guarito. In cuor suo, solennemente, promise che in caso di guarigione avrebbe fatto sorgere in quel luogo un nuovo tempio in onore della Vergine. Da quel giorno, la fonte miracolosa è stata sulla bocca di tutti e migliaia di persone vi si recarono con la speranza che potesse curare ciò che la medicina dell’epoca non era ancora in grado di fare.

Un Voto e una Fondazione Illustre

Per il grandissimo afflusso di pellegrini provenienti non solo da ogni parte di Milano ma anche dalle campagne circostanti, la zona si trasformò da area rurale in aperta campagna fuori dalle mura cittadine a punto di interesse famosissimo con un afflusso costante di devoti. La credenza che l’acqua avesse proprietà terapeutiche e miracolose, in grado di curare una vasta serie di disturbi, e le guarigioni che avvenivano anche tra i meno credenti, contribuirono a disegnare il futuro fiorente di questo santuario.

Carlo II d’Amboise, felice e ancora incredulo per la meravigliosa esperienza vissuta e grato alla Vergine per il dono insperato, decise di fare una ricca oblazione ai monaci di San Simpliciano. Profondamente grato per la grazia ricevuta, commissionò la costruzione della Chiesa Inferiore, dando così inizio alle origini del santuario, al posto della mini-cappella esistente. Questo piccolo Santuario celebra così la sua fondazione non ad opera di un ecclesiastico, bensì di un laico, il Governatore francese di Milano! Su una parete laterale esterna del sacello, una lapide testimonia come data della posa della prima pietra di questa nuova cappella il 29 settembre 1507, anche se un atto notarile dell’epoca ne fa risalire l’effettivo inizio dei lavori al 20 marzo 1508. Le colonne in pietra del porticato esterno vennero donate al Governatore dalle famiglie nobili di Francia i cui figli, ufficiali della sua scorta, erano stati testimoni di quella improvvisa guarigione. Guardando attentamente i capitelli di diverse colonne, si possono individuare ancora oggi, scolpiti sulla pietra, gli stemmi delle nobili casate francesi che hanno contribuito a farne dono al Governatore.

Questa struttura, appositamente posizionata in una depressione naturale dalla quale sgorgava acqua (un avvallamento di qualche metro in una campagna tutt'intorno assolutamente pianeggiante), divenne in men che non si dica uno dei principali centri devozionali di tutta Milano, contendendosi la fama con la Ca’ Granda e il Lazzaretto, che all’epoca erano centri indiscussi del sistema sanitario locale. In quel punto, si trovava il "fontanile dei Visconti", già conosciuto fin dai tempi antichi per le sue proprietà terapeutiche, specialmente per la cura dei disturbi dell'apparato osteo-articolare come artrosi ed artriti. La gioia per ogni guarigione conseguita grazie al potere taumaturgico di quell’acqua creò automaticamente, anche fra i guariti meno religiosi, fenomeni di devozione e gratitudine nei confronti della Vergine Maria.

Schema architettonico della Chiesa Inferiore del Santuario di Santa Maria alla Fontana, evidenziando la posizione della fonte.

Ulteriori Miracoli e la Crescita del Fervore Popolare

Quello di Carlo II d’Amboise non fu l’unico miracolo che contribuì ad accrescere esponenzialmente la fama di questa fonte miracolosa; ne susseguirono anche altri. Si racconta, per esempio, che intorno al 1400, sia apparsa in quel luogo la Madonna, e grazie a quell’acqua, abbia miracolato un giovane facendogli guarire all’istante, sotto gli occhi esterrefatti dei presenti, una gamba amputata. Questa e altre storie che si moltiplicarono nel tempo costruirono e rafforzarono il fervore popolare attorno alle leggende che riguardano questa antica e inesauribile fonte miracolosa.

L'Architettura e l'Arte del Santuario

La Chiesa Bassa: Un Viaggio nel Rinascimento

Il complesso di Santa Maria alla Fontana che vediamo oggi è l’insieme di varie costruzioni culminanti con una chiesa superiore (visibile arrivando in piazza Santa Maria alla Fontana - di costruzione più recente) e di un Santuario, una chiesetta inferiore del Cinquecento, ubicata circa tre metri al di sotto dell’attuale piano stradale, esattamente in corrispondenza dell’avvallamento dove sgorgava all’epoca l’acqua miracolosa. La Chiesa Bassa si trova sotto il livello della strada e per raggiungerla si possono ancora oggi calpestare gli stessi gradini del porticato cinquecentesco. Originariamente le scale erano due, la seconda in posizione simmetrica rispetto a quella esistente, dall'altra parte della chiesa superiore.

Si giunge così in un ambiente a pianta quadrata di 12 metri per lato, dove fanno sfoggio di sé gli affreschi attribuiti alla scuola di Bernardo Luini. Questo sito cinquecentesco è decisamente suggestivo: è costituito da un corpo centrale con doppie aperture senza porte su tutti e quattro i lati, un'architettura di passaggio fra spazi aperti e spazi chiusi, con evidente riferimento alle necessità di movimento dei pellegrini in adorazione ai piedi della fonte. Particolare è la volta ribassata "ad ombrello" a dodici spicchi, forse unico esempio in Italia, il tutto finemente decorato ed affrescato a tinte vivaci. Sulla volta, decorata con undici spicchi raffiguranti gli apostoli e San Paolo, troviamo al centro una rappresentazione di Dio Padre benedicente, realizzato in legno e stucco dorato, simbolo della protezione divina propria di quel luogo sacro. Ancora ai giorni nostri, all’interno del sacello, ai piedi dell’altare, sotto il livello del pavimento, sgorga dall’antica pietra medievale l’acqua con i suoi “undici zampilli”, corredati anche da bicchierini messi a disposizione dei fedeli.

Affreschi interni della Chiesa Bassa del Santuario di Santa Maria alla Fontana, attribuiti alla scuola di Bernardo Luini.

La Sacrestia: Tra Medicina e Arte

Ad uno dei quattro lati del sacello (quello ad Est quasi addossato al pendio) fu aggiunto un vano a pianta rettangolare. Il santuario comprende anche una sacrestia, che un tempo era la farmacia dove i pellegrini potevano trovare unguenti e rimedi per ogni tipo di malanno. Essendo esiguo lo spazio disponibile perché troppo a ridosso della scarpata, fu probabilmente necessario effettuare degli scavi per aumentare la cubatura dell’ambiente, alla dimensione attuale. È completamente decorata con grottesche, simboli di conoscenza e di medicina; il colore rosso dei disegni a soffitto indica l’Amore e rimanda anche alla Medicina.

In mezzo alla parete della sacrestia, sopra una sorta d’altare, troneggia una grande tela ad olio entro una cornice di marmo, raffigurante la Madonna della Fontana, la cui paternità sembra attribuibile ad uno dei fratelli Campi, pittore lombardo della seconda metà del Cinquecento. La tela raffigura la Madonna col Bambino benedicente in braccio, circondata da numerosi cherubini e dai due arcangeli: a sinistra Michele, a destra Gabriele in divisa militare con la spada (per sconfiggere il demonio) e una bilancia (per “pesare” i meriti delle anime). In basso si scorge al centro un fontanile nel quale è piantata una verga, a destra una figura maschile dolente identificata come Carlo II d’Amboise che, per guarire dalla cecità, è davanti alla Fontana mentre dietro di lui si trova il padre provinciale dei Minimi, Matteo da Messina.

Dettaglio dell'opera d'arte della Madonna della Fontana nella sacrestia, mostrando la Madonna col Bambino e i due arcangeli.

Il Santuario Oggi: Un Faro di Speranza

Purtroppo, come non di rado accade, nel XIX secolo la falda rimase inquinata dopo un incendio, ma la sua fonte continua a sgorgare, anche se ora alimentata dall’acquedotto cittadino. Tuttavia, questo non ha assolutamente smorzato la devozione dei fedeli e non ha minimamente intaccato il fascino mistico che questo luogo conserva. Possiamo oggi ammirare infatti la stessa pietra che con i suoi ben undici zampilli è ancora lì, pronta ad elargire speranza a chi ancora oggi vi si reca per essere guarito. La presenza della fonte con i bicchierini a disposizione dei fedeli mantiene viva la tradizione dei pellegrinaggi e delle abluzioni.

Tornando ad oggi, mentre il rumore del traffico e l’ombra dei grattacieli definiscono ormai l’identità di una città cosmopolita come Milano, il Santuario di Santa Maria alla Fontana resta fedele alla sua identità di luogo sacro e rifugio dei sofferenti. Se decidete di visitarlo, vi avvertiamo che vi sentirete trasportati indietro di cinquecento anni, alla scoperta di una Milano sicuramente meno conosciuta, ma profondamente spirituale e affascinante. Ad un passo dalla contemporaneità e proprio sotto gli sguardi di chi non sa o di chi è troppo distratto, è possibile immergersi e fare parte di una storia che narra di arte, di fede e mistero. Dire che questo gioiello sia stato voluto a scioglimento di un voto è assolutamente incontestabile.

Santa Maria alla Fontana è un complesso di una bellezza inaspettata: è come un improvviso tuffo nel passato! Lasciati infatti alle spalle gli arditi grattacieli e le ben più modeste case di ringhiera del quartiere Isola, scesi da una rampa di scale “di tutto rispetto”, ci si trova di colpo, catapultati 500 anni indietro, in pieno Rinascimento! Questo sito è un incredibile intreccio di storia, arte, fede ed anche mistero. Un tempo, era un santuario mariano, che raccoglieva pellegrini e devoti intorno alla sua fonte d’acqua miracolosa. Se vi trovate a Milano, non dimenticate di visitare il Santuario: la pace che infonde è meravigliosa. Dal Duomo, prendete la metropolitana gialla, linea 3, e scendete alla fermata Zara. Percorrete Via Francesco Arese fino a raggiungere Via Genova Thon di Revel.

L'Acqua Miracolosa del Santuario di Santa Maria Alla Fontana (Milano)

Altre Fonti Miracolose in Lombardia

In Lombardia, ricevere miracoli è facile come bere un bicchier d’acqua, e la regione è costellata di diverse storiche fonti benefiche. Oltre al Santuario di Santa Maria alla Fontana, tra le molte meraviglie possiamo citare altri importanti luoghi di fede legati ad acque considerate miracolose:

  • Santuario di Santa Maria del Fonte presso Caravaggio: nella prima metà del XV secolo, la giovane contadina Giannetta de’ Vacchi ebbe la visione della Madonna. Maria chiese agli uomini di fare ammenda per i propri peccati e di erigere una cappella sul luogo per ringraziamento, facendo apparire una sorgente d’acqua. Giannetta portò il suo messaggio e diverse anfore colme d’acqua, che si rivelarono miracolose.
  • Santuario di Fontanelle a Montichiari: la località in provincia di Brescia è definita la “Lourdes italiana” in virtù del fatto che dal 1966 richiama pellegrini da tutto il mondo. Tutto iniziò in quell'anno, quando la Madonna apparve a Pierina Gilli, accompagnandola in questo luogo, un tempo chiamato Fonte San Giorgio, e rivelandole la salubrità e santità di quelle acque. I pellegrini possono accedere alla fonte tramite la Scala Santa, una scalinata che andrebbe percorsa in ginocchio.
  • Un Santuario nel Comasco: pare che prima dell’anno mille, vicino ad una fonte che serviva ai viandanti per dissetarsi, fosse stata costruita una cappella dedicata alla Madonna. Da quel momento chi si fermava univa le preghiere al bicchiere d’acqua dissetante. Conseguentemente, nel 1463 nacque il Santuario attuale.

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