La Basilica Santuario di Santa Lucia al Sepolcro, nota anche come Chiesa di Santa Lucia fuori le mura o Santa Lucia extra moenia, è una delle architetture monumentali più significative di Siracusa. Situata nell'omonima piazza del quartiere Borgata, appena all’esterno dell’isola di Ortigia, la chiesa sorge sul luogo tradizionalmente identificato con il martirio e la sepoltura della santa patrona, avvenuti il 13 dicembre 304.

Profilo storico e spirituale
L’edificio, elevato a santuario diocesano nel 2018, è sede di un’antica parrocchia affidata ai Frati Minori dal 1618. Il complesso monumentale comprende la basilica, l'ex convento francescano e le catacombe paleocristiane sottostanti. A breve distanza sorge un piccolo tempietto ottagonale secentesco, costruito a protezione del sepolcro della santa e strutturalmente indipendente dalla basilica.
Origini e fasi medievali
La venerazione di Santa Lucia a Siracusa affonda le radici negli inizi del IV secolo. Dopo l'editto di Costantino, la comunità siracusana eresse una prima piccola basilica paleocristiana sul sepolcro della martire. Sebbene le invasioni e la conquista araba abbiano devastato l'area, il culto non si spense, come testimoniato dalla lapide di Euskia (V secolo).
L’impianto odierno risale essenzialmente all’epoca normanna (ca. 1100). Di tale periodo si conservano:
- La sobria facciata in conci di pietra calcarea.
- Il grande portale strombato ad arco a tutto sesto.
- La base delle tre absidi semicircolari.
- I primi due ordini del campanile quadrangolare.
Nel XIV secolo, la struttura fu arricchita da elementi gotico-aragonesi, tra cui il grande rosone traforato che decora la facciata.

L'intervento di Caravaggio e l'epoca barocca
Tra il XVI e il XVII secolo, il santuario divenne un fulcro della devozione cittadina. Nel 1608, il pittore Michelangelo Merisi da Caravaggio, ospite a Siracusa, dipinse per l’altare maggiore la celebre tela del Seppellimento di Santa Lucia. Dopo essere stata custodita altrove per ragioni conservative, l'opera è tornata definitivamente nella basilica nel 2020, grazie all'installazione di moderni sistemi di sicurezza e climatizzazione.
Nel 1626, l'architetto Giovanni Vermexio trasformò l'interno, sostituendo le antiche colonne normanne con possenti pilastri in muratura e creando ampie arcate a tutto sesto. A seguito del devastante terremoto del 1693, la basilica fu oggetto di un'importante campagna di ricostruzione barocca. Tra il 1723 e il 1734, Pompeo Picherali progettò l'imponente portico colonnato che cinge la facciata ovest e il fianco meridionale dell'edificio.

Restauri contemporanei
Nel corso del XX secolo, la basilica ha affrontato momenti critici e importanti opere di recupero:
- 1939-1940: Durante i lavori di consolidamento, fu riscoperto l'originario soffitto ligneo medievale, successivamente restaurato.
- 1970: Il portico di Picherali collassò improvvisamente; fu ricostruito negli anni successivi tramite un'operazione di anastilosi, ricollocando gli elementi originali nella posizione corretta.
- 1975: Rinnovo della pavimentazione interna e nuovi consolidamenti strutturali.
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