L'Abbazia di Saint-Remi è un'abbazia situata a Reims, in Francia, la cui storia è molto antica, risalendo alla sua fondazione nell'VIII secolo. Oggi la Basilica di San Remigio di Reims è, dopo la cattedrale, la chiesa più celebre della città. Classificata come monumento storico di Francia dal 1840, gode anche del rango di basilica minore.

Il Santo Patrono: San Remigio
Vita e Santificazione
L'abbazia è dedicata a San Remigio, vescovo di Reims, la cui reputazione gli valse la santificazione. Egli morì nel 533, all'età di 96 anni, dopo aver svolto un ruolo cruciale nella cristianizzazione della Francia. Insieme a san Gildardo, Remigio riuscì a convertire il merovingio Clodoveo I, re dei Franchi, alla religione cristiana, con l'aiuto della sposa di quest'ultimo, Clotilde. Il re fu battezzato il 25 dicembre 496 nella Cattedrale di Reims. La tradizione vuole che questo evento del 496 sia stato celebrato con la venuta di papa Giovanni Paolo II nel 1996 per i 1500 anni del battesimo della Francia.
San Remigio auspicò che la sua salma fosse inumata nella cappella dedicata a San Cristoforo, che si trovava a due chilometri dalla cattedrale. Molto presto questa cappella divenne un importante luogo di pellegrinaggio, attirando numerosi fedeli grazie ai miracoli ripetuti. La gente affluiva, e alcuni religiosi vi si insediarono per sorvegliare il corpo del santo. All'esterno della chiesa, una statua rappresenta San Remigio mentre battezza il re Clodoveo.
Fondazione e Sviluppo Iniziale dell'Abbazia
Origini Carolinge
Verso il 760, l'abate Turpino fondò l'Abbazia di Saint-Remi e vi installò una comunità religiosa benedettina che vi rimase fino alla Rivoluzione Francese. A metà del IX secolo, l'arcivescovo Incmaro ingrandì la chiesa, consacrandola e collegandola all'abbazia carolingia. Quest'ultima, tuttavia, scomparve dopo l'anno mille, per essere rimpiazzata da una grande chiesa romanica, iniziata dall'abate Airard. Il progetto di Airard, giudicato troppo ambizioso, fu successivamente modificato dall'abate Thierry, suo successore.
L'Architettura Romanica e Gotica
La Consacrazione del 1049
La basilica, dedicata a San Remigio, venne solennemente consacrata da papa Leone IX nel 1049, in occasione del Concilio di Reims. Questo pontefice, nato a Eguisheim in Alsazia, fu un viaggiatore instancabile tra le regioni delle attuali Italia, Francia e Germania. Il pavimento dell'epoca circondava e poneva in evidenza delle lastre funerarie di personaggi importanti, inumati nella chiesa fin dall'epoca carolingia. Tra queste, si trovava la pietra tombale della regina Gerberga di Sassonia, sorella di Ottone il Grande e consorte di Luigi IV, nonché quella di sua figlia Albrade.

Trasformazioni Gotiche (XII secolo)
Nel 1162, il nuovo abate Pierre de Celle decise importanti modifiche alla chiesa. Il portico romanico fu demolito e la navata venne prolungata con l'aggiunta di due campate gotiche. Fu costruita una nuova facciata che collegava le due torri romaniche conservate. Un nuovo coro gotico, più profondo, con deambulatorio e cinque cappelle a raggiera, sostituì il precedente coro romanico. In questo periodo furono realizzate anche numerose vetrate. Nel 1181, Dom Simon successe a Pierre de Celle e continuò i lavori, sopraelevando e rinforzando i muri romanici della navata per dotare l'edificio di volte. Dall'edificio romanico originario rimangono le undici campate della navata, con tribune e navate laterali, oltre al transetto. A quell'epoca, una carpenteria in legno copriva l'insieme.
Modifiche Successive
All'inizio del XVI secolo, l'arcivescovo di Reims, Roberto I di Lenoncourt (arcivescovo dal 1509 al 1532), fece innalzare il portale a finestra "fiammeggiante" nel braccio sud del transetto. Fu sempre Roberto di Lénoncourt a donare gli arazzi che rappresentano la storia di san Remigio, oggi esposti nel museo allestito nell'antica abbazia, insieme al resto delle vetrate del XII secolo presenti nell'abside.
Un grande incendio devastò l'abbazia e ne distrusse la biblioteca nella notte tra il 15 e il 16 gennaio 1774. L'edificio fu successivamente rimaneggiato dall'architetto Louis Duroch, a cui si devono l'attuale corte, la scala e la facciata.
Periodi di Crisi e Ricostruzione
La Rivoluzione Francese
La basilica, a differenza di molti altri edifici religiosi, riuscì a sfuggire alle demolizioni della tempesta rivoluzionaria. Tuttavia, il suo interno fu profanato e saccheggiato. Elementi del mobilio interno d'inestimabile valore sparirono, inclusa la Santa Ampolla, distrutta dai rivoluzionari nel 1793, quando i benedettini furono cacciati dal loro monastero. I monumenti di valore che si trovavano all'interno della chiesa furono saccheggiati durante questo periodo. Dopo la Rivoluzione, l'abbazia divenne chiesa parrocchiale per i quartieri meridionali di Reims.
Ricostruzioni del XIX Secolo
Il XIX secolo vide un'intensa attività di ricostruzione. Furono riedificate la torre nord e la parte alta della facciata, a partire dal rosone. Le volte della navata vennero sostituite da false volte in legno. Fu inoltre costruito un nuovo mausoleo, all'interno del quale, in occasione del XIV centenario del battesimo di Clodoveo nel 1896, fu realizzata una cassa in bronzo dorato. La tomba del santo, saccheggiata durante la rivoluzione, è anch'essa una ricostruzione del XIX secolo.
I Danni della Grande Guerra (1918)
Il 1º agosto 1918, un evento tragico colpì la basilica. Mentre l'edificio ospitava un ospedale, alcune granate tedesche si abbatterono su di esso, incendiando il tetto. Le fiamme si estesero rapidamente, e le false volte in legno e gesso crollarono per tutta la lunghezza della navata centrale e su una parte del transetto. I muri furono trapassati e il suolo si ricoprì di macerie. Anche l'organo Brisset subì seri danni, tanto che solo nel 2000 la basilica poté vantare un nuovo grande organo, opera del costruttore Bertrand Cattiaux.
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Panoramica Attuale e Riconoscimenti
L'edificio, situato in rue Fery 16 a Reims, adotta la pianta basilicale. La navata e i transetti sono di stile romanico e rappresentano le parti più antiche, mentre la facciata del transetto sud è la più recente. Oltre alle vetrate del XII secolo nell'abside e agli arazzi donati da Roberto I di Lenoncourt, il museo installato nell'antica abbazia espone altri reperti di valore.
Nella regione di Reims, si ha l'abitudine di pronunciare Remi (o R'mi), poiché l'accento acuto non esisteva all'epoca in cui il santo visse e fu venerato.
Il Contesto degli Abati
La Successione Abbaziale
Storicamente, dopo la fondazione, gli arcivescovi di Reims assunsero anche la carica di abati di Saint-Remi. Tra gli abati più noti, Ebbone fu reintegrato da Lotario I il 6 dicembre 840, a seguito della morte di Ludovico il Pio, tra l'840 e l'842.
Una complessa vicenda riguardò la successione dell'abate Giovanni di Clinchamp nel 1286. Egli succedette non a Bartolomeo dell'Espinasse, come riportato dalla Gallia Christiana, ma a Bertrando. Quest'ultimo, accusato dal suo convento di dilapidarne i beni, fu deposto a seguito di una sentenza pronunciata da canonici della cattedrale. Il metropolita permise ai religiosi di Saint-Remi di procedere all'elezione di un nuovo abate. Il monaco Evrard fu eletto e confermato dall'arcivescovo, ma Bertrando si appellò alla Santa Sede. Benedetto Caetani, cardinale diacono di San Nicola in carcere Tulliano, incaricato da papa Martino IV di esaminare la causa, annullò l'elezione di Evrard, il quale interpose appello. Nel frattempo, il suo rivale morì. A questa notizia, i monaci di Saint-Remi procedettero a un'altra elezione, dividendo i loro voti tra Evrard e Giovanni di Clinchamp, priore dell'Abbazia di Solesmes nella diocesi di Le Mans. Entrambi rinunciarono ai loro diritti sulla dignità abbaziale. Fu quindi Papa Onorio IV che pose Giovanni a capo dell'abbazia di San Remi il 12 ottobre 1286, con lettere di provvisione datate 15 dello stesso mese.