L'Abbazia dei Santi Lupolo e Zosimo a Benevento: Storia e Resti

L'Abbazia dei Santi Lupolo e Zosimo, conosciuta anche come l'abbazia dei Morticelli, rappresenta un sito di notevole interesse storico e culturale situato a Benevento, nell'antichissimo quartiere Triggio, alle spalle del teatro romano.

Origini e Autonomia del Monastero

L'antica abbazia dei Santi Lupolo e Zosimo, già esistente a Benevento nell'837, deve l'origine del suo nome al vescovo francese San Lupo di Troyes. Nonostante le sue dimensioni contenute, il monastero godeva della massima autonomia possibile, essendo una dipendenza diretta della Santa Sede, e vantava notevoli possedimenti. La nascita del primo nucleo abitato dell'attuale Comune di San Lupo risale al periodo tra il X e l'XI secolo d.C. ad opera dei monaci benedettini che fondarono in quelle terre una dipendenza del monastero di "San Lupo e Zosimo che era in Benevento". Tale struttura sorgeva nell’area detta Cortesanta, ai piedi di un torrione difensivo, sul quale fu poi costruita l’attuale Chiesa Madre di "San Giovanni Battista". Intorno ad essa si andò formando il primo nucleo del paese.

Vicende Feudali e Passaggi di Proprietà

La storia dell'abbazia è segnata da numerosi passaggi di proprietà e cambiamenti di giurisdizione. Sotto i Normanni, l'abbazia divenne feudo demaniale. Con l'avvento degli Svevi, tornò alla suddetta abbazia per poi passare al Capitolo Metropolitano di Benevento, sotto la giurisdizione episcopale di un Vicario Capitolare. Successivamente, divenne possedimento della famiglia Caracciolo e, nel 1506, della famiglia Carafa, che lo tenne fino all'abolizione della feudalità avvenuta nel 1806.

I Ruderi dei "Morticelli" e la Loro Trasformazione

I ruderi dell'abbazia dei Santi Lupolo e Zosimo, localizzati a Benevento, sono conosciuti popolarmente come "dei Morticelli". Dopo un rovinoso terremoto nel 1688, la chiesetta abbaziale, già precedentemente in rovina, fu ricostruita. Davanti ad essa fu stabilito un cimitero dei bambini, da cui il nome popolare del luogo. Il cimitero rimase utilizzato fino alla parziale distruzione delle strutture dell'abbazia, causata dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. La chiesa finì abbattuta del tutto; oggi rimangono i vani una volta utilizzati come ossari e l'edificio frontale di ingresso all'ex cimitero.

Ruderi dell'Abbazia dei Santi Lupolo e Zosimo a Benevento

Memoria Storica e Iniziative di Recupero

Nonostante decenni di abbandono, ancora oggi i Morticelli sono un luogo vivo nella memoria della cittadinanza: infatti, anche se non vi sono più conservate spoglie mortali, nel periodo della commemorazione dei defunti vi si accendono lumi in memoria degli infanti. L'area, di proprietà del Capitolo Metropolitano di Benevento, è stata affidata alla Delegazione FAI Benevento nel 2010. Da allora, i volontari della delegazione lavorano alla pulizia dell'area e alla realizzazione di un "herbulario", ovvero un giardino alla maniera medievale, da restituire al quartiere Triggio. I lavori sono ormai a buon punto, e in questi anni i Morticelli sono stati luogo per eventi culturali di vario genere. Tuttavia, le strutture hanno un forte bisogno di lavori di risistemazione.

Illustrazione di un herbulario medievale o il giardino FAI a Benevento

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