Maccheroncini di Campofilone: Storia, Produzione e Territorio

I Maccheroncini di Campofilone: Un Tesoro delle Marche

I Maccheroncini di Campofilone sono una pasta all'uovo tipica della regione Marche, un prodotto di straordinaria delicatezza che si scioglie in bocca. Essi sono espressione della tradizione artigianale del piccolo borgo medievale di Campofilone, situato nella provincia di Fermo, noto come il paese della pasta all'uovo.

Nel 2013, i Maccheroncini di Campofilone hanno ottenuto il riconoscimento IGP (Indicazione Geografica Protetta), l'unica pasta all'uovo secca italiana a fregiarsi di tale denominazione, confermando la loro unicità e il legame indissolubile con il territorio di origine. Sono una delle cinque paste IGP d'Italia, provenienti dal rinomato distretto della pasta all'uovo.

Caratteristiche del Prodotto

Tradizionalmente, i Maccheroncini sono preparati utilizzando 10 uova per ogni chilogrammo di semola di grano duro, lavorati a mano senza aggiunta di acqua. La sfoglia dell'impasto è estremamente sottile e tagliata finemente, con uno spessore di 0,25 mm, una larghezza da 0,8 a 1 mm e una lunghezza di 50-55 cm. Per queste caratteristiche, sono comunemente chiamati "Capelli d'Angelo". Grazie alle loro originali caratteristiche organolettiche, i Maccheroncini richiedono un'attenzione specifica sia per il metodo di cottura che per i condimenti.

Maccheroncini di Campofilone, Capelli d'Angelo

Cenni Storici e Riconoscimenti

I "Maccheroncini di Campofilone" sono nati intorno al 1400. La storia narra che, in tempi antichi, le uova non erano sempre disponibili; così le massaie ingegnarono una pasta all'uovo, essiccata per conservare le uova, tagliata in fili sottili e poi conservata nelle dispense per essere consumata durante l'anno. Inizialmente, erano un piatto riservato ai giorni di festa o un raffinato dono per amici illustri.

Già dal '400, i Maccheroncini erano legati all'abbazia benedettina di Campofilone. Erano una specialità servita ai vescovi durante il Concilio di Trento nel 1560. Nel '700, divennero protagonisti nei ricettari delle famiglie nobili e furono persino menzionati dal poeta Giacomo Leopardi come uno dei suoi 49 piatti preferiti.

Ancora oggi, ogni anno dal 1964, si tiene la "Sagra dei Maccheroncini di Campofilone", un evento che attrae migliaia di turisti e celebra questa delizia culinaria.

La Produzione Artigianale dei Maccheroncini

La lavorazione dei Maccheroncini di Campofilone è realizzata con uova fresche e farina 00 o semola di grano duro, senza aggiunta di acqua. Le massaie, chiamate anche "vergare" nel dialetto locale, utilizzano ancora oggi questi ingredienti e lavorano l'impasto, la "pannella", con grande cura e amore, nel pieno rispetto della tradizione.

La Via della Qualità: Ingredienti Selezionati

La qualità del prodotto inizia dalla selezione rigorosa degli ingredienti. La semola utilizzata è una farina fine macinata da grano duro, scelta con attenzione per ottenere un prodotto delicato. Vengono impiegate solo uova provenienti da allevamenti non intensivi, e nella pasta non viene aggiunta acqua.

Le Fasi della Lavorazione

Impasto: La "Pannella"

L'impasto deve essere malleabile e omogeneo, e viene lavorato per almeno 20 minuti. Il primo passo del processo è completamente diverso dalle tecniche di altre paste all'uovo. Considerando che la semola ha un limite tecnico di assorbimento, si aggiungono uova fino a quando la semola non può assorbirne oltre. In questo modo, le uova sono ben conservate. Questa regola è la stessa fin dal 1400, quando questo prodotto è stato creato.

Trafilatura al Bronzo e Laminazione

La trafilatura al bronzo non altera la struttura della pasta e, allo stesso tempo, la temperatura costante non modifica i suoi componenti proteici e amminoacidici. La laminazione crea sfoglie di pasta molto sottili e non omogenee. Aziende come Antica Pasta sono tra le poche in Italia con una laminazione inferiore a 0,25 mm, al fine di ottenere un prodotto finale il cui spessore non sia superiore a 0,80 mm (per maccheroncini, linguine, fettuccine, tagliatelle).

La Stesura della Sfoglia

Secondo la tradizione dei pastai di Campofilone, questa è una fase estremamente delicata, affidata al personale più esperto. Consiste nel posizionare la pasta su fogli di carta, formando una sorta di sfoglia. Questa fase è peculiare della pasta di Campofilone ed è realizzata a mano, dimostrando che la tradizione non è solo una questione di marketing, ma la vera descrizione dei prodotti.

Essiccazione e Controlli di Qualità

In passato, la pasta veniva essiccata semplicemente all'aperto sotto il sole. Oggi, l'essiccazione avviene a temperatura, umidità e ventilazione controllate. La fase più moderna e innovativa della lavorazione è quella dei test e controlli. Ogni lotto di produzione passa attraverso un controllo visivo di ogni sfoglia essiccata, un test microbiologico a metà e a fine produzione, e un test di cottura con relativa degustazione.

Confezionamento

Il confezionamento è l'ultimo passaggio della lavorazione. La scatola include due sfoglie di pasta e, per consentire la tracciabilità del prodotto, ogni scatola riporta un codice, il lotto e la data di scadenza.

Schema del processo di produzione artigianale dei Maccheroncini

L'Abbazia di San Bartolomeo e la Storia di Campofilone

Il nome "Campofilone" deriva dalla più attendibile etimologia da "campus fullonis", ovvero il campo del lavandaio, probabilmente in riferimento a un ex proprietario di officine fulloniche.

Origini Antiche del Territorio

I resti archeologici rinvenuti nel territorio di Campofilone, come una coppetta e un coperchietto dell'Era del Bronzo, tre bicchieri di impasto, tre olle in argilla rossa, un sottile anellone piceno a quattro nodi e un boccale monoansato, testimoniano la presenza dell'uomo a partire dall'epoca picena (VIII-IV sec. a.C.). Successivamente, con le campagne militari del IV sec. a.C., il territorio adriatico, compreso Campofilone, divenne ager romanus. Diversi reperti romani, tra cui due cisterne d'acqua, un frammento di pavimentazione a spina di pesce, lapidi, pietre squadrate, frammenti di ceramica acroma, un'anfora intera e due lucerne, risalgono a questo periodo e appartenevano a una villa e a un probabile tempietto pagano adiacente ad essa, collocati dove si trova oggi l'Abbazia di San Bartolomeo.

Il Ruolo dell'Abbazia Benedettina

Le abbazie sorte in questo periodo avevano una funzione vitale a beneficio di viandanti, mercanti e soprattutto eserciti, assolvendo all'antica funzione di "mansiones militares" o "domus hospitales". Garantivano inoltre la bonifica del paesaggio e la manutenzione delle strade. Tali abbazie venivano per lo più edificate dal papa e dall'imperatore, che le arricchivano di proprietà e indulgenze. Della ricchezza dell'Abbazia di Campofilone si ha ampia documentazione d'archivio e archeologica, come un documento del vescovo di Fermo del 1066, conservato nell'archivio di Stato di Fermo, in cui si legge che "in Campofulloni è il monastero del Beato Santo Bartolomeo". Un altro documento del 1178 attesta il cospicuo tributo versato dall'abbazia come segno di sudditanza al vescovo di Fermo.

Evoluzione del Borgo e della Chiesa

Intorno alla metà del XVI sec., il castello di Campofilone era sottoposto alla giurisdizione di Fermo. In questo periodo furono costruite le mura castellane, ancora visibili, e più volte ristrutturate nel corso dei secoli. Porta Marina, l'ingresso principale dell'odierno centro storico di Campofilone, risale al 1750 e sulla parete esterna sono murati sia lo stemma araldico del paese sia un agnello, simbolo della protezione della Chiesa. L'odierno stemma del paese è costituito da un leone rampante che poggia le zampe su tre colli.

Nel XVI sec., Papa Benedetto XII concesse l'abbazia di Campofilone in "commenda" ai rappresentanti ecclesiastici delle più importanti famiglie marchigiane, fino all'abate Mancia-Savini. A metà del XIX sec., il papa decise di interrompere la commenda e investì i proventi delle proprietà per ricostruire l'attuale Chiesa di San Bartolomeo. In sostituzione della precedente chiesa in stile romanico a due navate, quella attuale è a croce greca con tre navate e in stile neoclassico. Fu consacrata nel 1850. I dipinti murali che decorano le pareti, le volte e l'abside della chiesa furono eseguiti tra il 1898 e il 1899 dal pittore prof. Luigi Fontana di Montesampietrangeli, aiutato dall'allievo Nicola Achilli.

Ricostruzione storica dell'Abbazia di San Bartolomeo a Campofilone

Il Patrimonio Culturale dell'Abbazia e di Campofilone

La Sala degli Stemmi e i Musei Parrocchiali

Presso l'Abbazia di San Bartolomeo è possibile ammirare la Sala degli Stemmi, detta anche "sala maggiore" del palazzo abbaziale, interamente affrescata e quasi avvolta da un drappo rosso. Sul soffitto sono presenti piccoli tondi che raffigurano scorci del paese risalenti all'inizio del secolo scorso, mentre sulle pareti sono dipinti gli stemmi degli abati commendatari a partire dal 1564.

Sempre presso l'abbazia si trovano i due piccoli tesori del paese, i Musei Parrocchiali. Il primo è il museo archeologico liturgico, situato nel locale adiacente la sagrestia, che contiene paramenti e apparati liturgici risalenti ai secoli XVI-XIX, donati dagli abati commendatari e dai fedeli. Un'altra sezione è dedicata ai reperti appartenuti ai Piceni (sec. VIII-IV a.C.) e ai resti del periodo romano, rinvenuti nelle zone limitrofe a Campofilone.

Il secondo è il museo malacologico-etmologico, intitolato alla signorina Ciarrocchi Maria Giuseppina, eclettica campofilonese, che ha donato alla chiesa le sue collezioni private. Sono presenti una meravigliosa e colorata collezione di conchiglie, coralli e spugne da mari caldi di tutto il mondo, una collezione di insetti asiatici e farfalle variopinte, una collezione di conchiglie fossili del periodo quaternario e terziario, e una piccola collezione di minerali. Inoltre, si possono ammirare lavori in argilla, quadri e un curioso vestito da sposa del tardo '700.

Altri Elementi Storici e Architettonici

Nella stessa stanza del museo malacologico si trova l'entrata per accedere alla vecchia torre campanaria dell'XI sec., edificata contemporaneamente all'abbazia benedettina. Oggi di tale torre è visibile solo una parte, troncata a causa di crolli pericolosi, con molteplici pietre squadrate e scalpellinate.

Sul lato nord-orientale della chiesa di San Bartolomeo si trova l'oratorio o chiesina dell'Arciconfraternita della Pietà, fondata il 5 ottobre 1715. Attualmente Campofilone conserva, oltre ai tratti di mura merlate, un Torrione poligonale nell'"Orto Abbaziale" che serviva a difendersi dai nemici, soprattutto i Saraceni. Merli a coda di rondine e arco a sesto acuto sono le caratteristiche del torrione. Porta da Bora è situata a nord, mentre Porta da Sole, un tempo ingresso principale del castello, è oggi demolita.

All'interno delle mura castellane si trova Piazza Umberto I, con una fontana caratterizzata da una figura femminile che tiene un'oca. Alla parete meridionale dell'attuale edificio comunale, è murato un grosso tratto di pavimento romano in opus spicatum. A sud-ovest della piazza, il vicolo degli orti è un sottopasso in stile medievale, con soffitto in volte a botte e a crociera, parte di un labirinto di stradine zigzaganti.

Sempre all'interno delle mura, si trova il Teatro, costruito negli anni '20, oggi di proprietà del Comune e recentemente ristrutturato. All'esterno delle mura è la chiesa di San Patrizio, edificata sul finire del XIX secolo, da sempre chiamata "chiesa del popolo". Al suo interno si ammira una pala d'altare del XVIII sec. In località Santa Maria, fuori dal paese, si trova l'omonima Chiesa Santa Maria, che nel 1573 era a servizio di un piccolo monastero benedettino adiacente e dipendente dall'Abbazia di San Bartolomeo.

Poco distante dal paese, una struttura muraria a pietra quadrata e a forma di torre, d'incerta origine ma utilizzata come ritrovo di caccia nel XVI secolo, è detta comunemente La Castagna, caratterizzata da merlatura di gusto orientale. Simili a "La Castagna", ma più antiche, sono le Palombare, costruite nel XV secolo come grandi abitazioni per i primi nuclei di contadini; tre se ne trovano nel territorio di Campofilone (Montecamauro, Marina, contrada Aso), generalmente su tre piani (ricovero attrezzi/bestiame, residenza diurna, colombaia). Infine, in contrada Valmirana, si trova la Cisterna Romana, strutturata in due camere intercomunicanti con pianta rettangolare e altezza di circa 4 m.

La Campofilone: Innovazione nella Tradizione

La Campofilone rappresenta l'incontro tra la tradizione della pasta all'uovo artigianale e i sapori unici della regione Marche. È un'azienda rinomata per la sua eccezionale pasta prodotta con grano locale non OGM e uova fresche. Ogni pezzo di pasta è accuratamente fatto a mano per garantire consistenza e sapore perfetti e offrire la pasta all'uovo gourmet di altissima qualità.

Una Storia Famigliare di Eccellenza

Fondata nel cuore di Campofilone, questa azienda di pasta si erge come testimonianza di una tradizione secolare di eccellenza e artigianato. Essendo la primissima azienda di pasta stabilita in questa città storica, ha preservato e tramandato l'arte della pasta fatta a mano per generazioni. Nel 1912, Adorna Albanesi aprì la sua trattoria a Campofilone, dove cucinava e vendeva i suoi Maccheroncini di Campofilone alla gente del posto e ai visitatori del villaggio. Negli anni '60, suo nipote Nazzareno realizzò la visione della nonna espandendo il laboratorio.

Nel 1998, Rossi acquisì lo storico pastificio Campofilone, trasformandolo in una storia di successo per altre aziende del settore che ancora desiderano rischiare, investire e credere nei progetti Made in Italy. Enzo Rossi, sua moglie e le loro figlie Maria Vittoria Rossi e Federica Rossi, sono la ragione del successo de La Campofilone. La calda ospitalità di Maria Vittoria e Federica ha colpito molti visitatori, desiderose di condividere la storia dell'azienda e la loro passione per la produzione di pasta con tecniche secolari.

Interno laboratorio pasta La Campofilone

Dall'Artigianato all'Azienda Agricola Integrata

Oggi, l'azienda si è evoluta oltre le sue radici di pastificio per diventare un'azienda agricola completamente integrata. Coltivano il proprio grano e allevano il proprio bestiame, assicurando che ogni fase della produzione, dal campo alla tavola, sia meticolosamente controllata. Questa trasformazione riflette un'evoluzione naturale, guidata dalla stessa dedizione e passione che hanno guidato l'azienda fin dal suo inizio.

Il Metodo di Produzione La Campofilone

La pasta all'uovo La Campofilone è una storia di antiche tradizioni e delle straordinarie donne e madri che l'hanno mantenuta in vita. Per generazioni, le donne del villaggio di Campofilone hanno dedicato le loro giornate alla preparazione della pasta all'uovo con l'impasto più pregiato. Hanno preparato i Maccheroncini, ora IGP riconosciuta a livello internazionale, così come deliziose Tagliatelle e Fettuccine.

Ciò che distingue la pasta de La Campofilone dalle altre è il suo processo di essiccazione lenta. A differenza della pasta industriale, che viene essiccata rapidamente ad alte temperature, la pasta de La Campofilone viene essiccata lentamente a basse temperature. Questo assicura che la pasta mantenga la sua consistenza, il suo sapore e il suo valore nutrizionale. Oltre all'essiccazione lenta, la pasta de La Campofilone è unica anche per la qualità dei suoi ingredienti, che sono al centro della produzione.

L'Esperienza La Campofilone

I visitatori de La Campofilone possono vivere la bellezza della regione in prima persona partecipando a un tour dell'azienda, durante il quale possono anche conoscere la storia dell'azienda, vedere come viene fatta la pasta e persino creare la propria pasta personalizzata. È possibile immergersi nei sapori d'Italia con le accattivanti lezioni di cucina de La Campofilone. Dalla preparazione della pasta alla creazione di autentici piatti italiani, il team guida attraverso ogni fase del viaggio culinario. Su richiesta, La Campofilone offre la flessibilità di portare l'esperienza della pasta nella propria villa o nella località preferita, sia per un raduno privato che per un evento culinario unico, garantendo un'esperienza di cucina personalizzata e memorabile.

Per acquistare la pasta La Campofilone al di fuori dell'Italia, è consigliato cercare un negozio di alimentari specializzato o un rivenditore online di prodotti alimentari italiani. Alcuni noti rivenditori online che offrono pasta La Campofilone includono Amazon, Eataly e Piccolo's Gastronomia. Un'ottima idea regalo sono i "kit di pasta" da dare ad amici e familiari, poiché la scatola di pasta stessa è già un regalo bellissimo, unico e genuino.

L'Ecomuseo della Valdaso: Custode delle Identità Locali

Un ecomuseo è un'istituzione culturale che nasce direttamente da un territorio e dalla sua comunità, con l'obiettivo di ricercare, preservare e promuovere il patrimonio naturale e culturale, mantenendolo vivo e condiviso. La Valle dell'Aso, al centro della regione picena, è un'area unica che conserva ancora il suo aspetto autentico e incontaminato.

In questo contesto, l'Ecomuseo della Valdaso è stato istituito nel 2011 come progetto pubblico-privato dedicato allo sviluppo sostenibile e alla promozione delle identità locali. Il successo delle sue attività e la crescente collaborazione tra istituzioni e cittadini ha portato alla creazione dell'associazione "Ecomuseo della Valdaso e delle sue Identità" nel 2016, con sede a Campofilone presso Palazzo Morelli/Astorri.

La Valdaso, da tempo rinomata per la sua produzione agricola, continua a distinguersi con eccellenze certificate come i Maccheroncini di Campofilone IGP, il Ciauscolo IGP, vini DOCG e IGT, olio extra vergine d'oliva, vino cotto, formaggi, salumi e carni.

Paesaggio della Valdaso con campi di grano e borghi

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