Il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova, ha concluso la sua lunga esperienza alla guida della Conferenza Episcopale Italiana (CEI). Nominato per la prima volta da Papa Benedetto XVI il 7 marzo 2007, in successione al cardinale Camillo Ruini, Bagnasco ha ricoperto l'incarico per due mandati quinquennali, segnati da un contesto ecclesiale e politico in costante evoluzione.

L'evoluzione del ruolo di presidenza
A differenza della maggior parte delle conferenze episcopali mondiali, in Italia la presidenza della CEI non è elettiva, bensì di nomina pontificia, in quanto il Papa è vescovo di Roma e primate d'Italia. Tale peculiarità storica ha visto momenti di dibattito: nel 1983, durante la 23ª assemblea generale, i vescovi votarono a favore dell'elezione del proprio presidente, ma il quorum dei due terzi non fu raggiunto. Successivamente, nel 1984, Giovanni Paolo II ribadì la riserva pontificia sulla nomina, interpretandola come un segno di attenzione verso i vescovi.
Tuttavia, il dibattito sulla collegialità è rimasto vivo. Papa Francesco ha spinto affinché la Chiesa fosse meno "vatican-centrica", promuovendo modifiche statutarie che consentissero ai vescovi di proporre una terna di nomi, lasciando al Papa la decisione finale. Questo modello è stato applicato in vista dell'Assemblea Generale del 2017, segnando un punto di svolta nel rapporto tra il Pontefice e l'episcopato italiano.
I momenti chiave della gestione Bagnasco
Il percorso del cardinale Bagnasco è stato denso di sfide istituzionali e mediatiche. Tra gli episodi più significativi si ricordano:
- L'affaire Boffo (2009): Le dimissioni del direttore di Avvenire, Dino Boffo, a seguito di una campagna mediatica condotta da Il Giornale, hanno rappresentato un momento di grande tensione, durante il quale Bagnasco espresse profonda stima per il giornalista e condannò l'attacco subito.
- Le relazioni con il potere politico: Più volte il presidente della CEI ha rivendicato, basandosi sul motu proprio Apostolos suos di Giovanni Paolo II, la competenza della Conferenza episcopale nel gestire i rapporti con il mondo politico, pur in presenza di storiche sovrapposizioni di competenze con la Segreteria di Stato vaticana.
- L'attenzione sociale: In chiusura del suo mandato, Bagnasco ha ribadito l'impegno caritativo della Chiesa, sottolineando come l'Italia sia un "paese affamato" e ricordando l'imponente numero di pasti distribuiti dagli enti ecclesiastici a sostegno delle fasce più deboli della popolazione.

Verso un nuovo corso
Il dibattito interno alla Chiesa, spesso descritto dai media come una divergenza di vedute tra differenti modi di concepire l'azione pastorale, ha accompagnato l'intero pontificato di Papa Francesco. Il passaggio del testimone da Bagnasco riflette il desiderio di un nuovo approccio, più orientato verso le "periferie esistenziali" e una maggiore partecipazione collegiale dei vescovi. Con la scadenza ufficiale del mandato il 7 marzo, il Papa ha prorogato le funzioni del cardinale fino all'Assemblea Generale di maggio 2017, durante la quale i presuli hanno indicato al Pontefice le figure ritenute più idonee per il futuro della Chiesa italiana.
Guardando al futuro, restano i profili di alto spessore teologico e sociale che la Curia considera per il rinnovamento, in un percorso che mira a mantenere l'equilibrio tra la tradizione delle nomine pontificie e la crescente richiesta di una Chiesa che sappia ascoltare le istanze del proprio corpo episcopale.