La basilica di Santa Prassede custodisce tesori di inestimabile valore storico e artistico, tra cui spicca un prezioso reliquiario legato, secondo le fonti, al cranio della santa. Quest'opera si presenta come una cassetta in argento dorato di forma quadrangolare, caratterizzata da raffinate lavorazioni sbalzate a rilievo sulle fronti e sui lati, ed è arricchita sul coperchio da preziosi smalti cloisonnés.

Storia e caratteristiche del reliquiario
Il manufatto fu ridotto nella forma attuale durante il pontificato di Niccolò III (1277-1280), di cui ancora oggi conserva il sigillo. Sulle facce principali si possono ammirare due coppie di santi a figura intera che si distaccano in aggetto dalla superficie del fondo, conferendo profondità e dinamismo all'oggetto.
Di particolare interesse è la decorazione sulla sommità del coperchio: in origine, dodici placchette di forma circolare - corrispondenti con tutta probabilità alla serie dei Dodici Apostoli - si disponevano intorno a una lastra rettangolare. Sebbene oggi ne sopravvivano soltanto tre, la composizione centrale presentava il Cristo in trono tra la Vergine e San Giovanni, seguendo il tradizionale schema bizantino della Dèesis.

Iconografia degli Apostoli nell'arco trionfale
Il tema dei dodici apostoli non è un elemento isolato nel contesto iconografico della basilica. Nell'arco trionfale, infatti, si trova una complessa raffigurazione composta da ventuno personaggi. Al centro domina la figura di Cristo, affiancato da due angeli; al di sotto di essi si stagliano le figure di Maria e Giovanni Battista. Sul lato destro è presente Santa Prassede, seguita dalla rappresentazione dei dodici apostoli, i quali sono disposti in due gruppi simmetrici da sei.
Elementi simbolici e confronto stilistico
Questa iconografia si inserisce in un panorama artistico romano caratterizzato da forti influenze bizantine, visibili anche in altre opere contemporanee. A titolo di confronto, il mosaico absidale, rinnovato al tempo di Niccolò V e realizzato da Jacopo Torriti, mostra un'evidente impronta arcaizzante, richiamando lo stile utilizzato dall'artista nella basilica di Santa Maria in Trastevere. Nell'arco absidale, il riferimento iconografico è tratto dai capitoli 4 e 5 del libro dell'Apocalisse, con la figura centrale di Cristo-Agnello circondata da angeli, simboli degli evangelisti e ventiquattro vegliardi.