La Legislazione Britannica sulle Zone di Protezione e la Libertà di Preghiera

In Inghilterra e Galles, sono state istituite le «safe access zones», o zone di protezione, con l'obiettivo di tutelare le donne che accedono ai servizi di interruzione di gravidanza. Il Governo ha confermato l'istituzione di una linea di confine di 150 metri attorno a tutte le cliniche e gli ospedali che offrono l’aborto. All'interno di queste aree, è vietato cercare di influenzare la decisione di accedere all’aborto, impedire alle persone di usufruire del servizio e causare loro molestie, allarme o disagio.

Mappa schematica di una zona di protezione (buffer zone) attorno a una clinica abortiva con indicazione del raggio di 150 metri e le attività vietate

Istituzione delle "Safe Access Zones" nel Regno Unito

Nelle «safe access zones» non è consentito distribuire volantini anti-aborto né protestare contro questo diritto, e men che meno urlare contro le donne che tentano di accedere al servizio. È vietato anche pregare o organizzare veglie. Chiunque venga ritenuto colpevole di aver violato la nuova legge dovrà pagare una multa, senza tetto massimo per le violazioni. Il Crown Prosecution Service ha pubblicato delle linee guida che stabiliscono come la polizia e i procuratori debbano garantire l'applicazione della norma, con decisioni operative prese caso per caso, ma garantendo chiarezza e coerenza.

Le «safe access zones» sono state introdotte tramite il Public Order Act del 2023, dopo una votazione in Parlamento che ha ricevuto il sostegno di tutti i partiti. Il governo laburista britannico ha annunciato che queste zone cuscinetto a livello nazionale entreranno in vigore in due fasi: il 24 settembre in Scozia e Irlanda del Nord e il 31 ottobre in Inghilterra e Galles. Già attive in Irlanda del Nord dall’anno scorso, entro la fine del mese lo saranno anche in Scozia.

Il ministro per la criminalità e la polizia, Dame Diana Johnson, ha commentato: «L'accesso all'assistenza sanitaria è un diritto fondamentale. L'accesso ai servizi di aborto è una questione di assistenza sanitaria. Sono certa che le misure di salvaguardia che abbiamo messo in atto avranno un vero impatto nell'aiutare le donne a sentirsi più sicure e autorizzate ad accedere ai servizi essenziali di cui hanno bisogno». Il ministro per la salvaguardia, Jess Phillips, ha aggiunto: «Una delle nostre priorità è stata quella di mettere in atto questa misura prima possibile e sono orgogliosa di tutti coloro che sono stati coinvolti nel nostro percorso. L'idea che una donna venga fatta sentire insicura o molestata per aver avuto accesso ai servizi sanitari, compresi quelli per l'aborto, è disgustosa. Tutto questo finisce oggi».

Il Divieto di Preghiera Silenziosa e le Controversie Legali

La normativa estende il divieto non solo al volantinaggio ma anche alla preghiera silenziosa. Il problema del controllo della preghiera silenziosa individuale nelle zone cuscinetto, già previste in alcuni comuni dal Public Space Protection Order (PSPO), ha dato origine a diversi casi giudiziari e ha fatto notizia a livello internazionale. Il governo laburista, insediatosi il 4 luglio, ha eliminato la bozza di linee guida del precedente governo conservatore che consentiva la preghiera silenziosa all'interno delle nuove zone e l’eccezione per la comunicazione consensuale, sostenendo che la legge sarebbe indebolita senza il divieto della preghiera silenziosa.

Casi Emblematici e Contestazioni Legali

  • Isabel Vaughan-Spruce: La codirettrice dell’associazione March for Life Uk, Isabel Vaughan-Spruce, ha combattuto per il diritto a pregare, in silenzio, per le donne che ricorrono all’aborto e per i bambini non nati. Questa libertà le è costata già due arresti. La sua battaglia si è chiusa con un risarcimento di 13mila sterline (circa 15mila euro) e pubbliche scuse della polizia.

  • Adam Smith-Connor: Veterano dell’esercito di 49 anni, Adam Smith-Connor è sotto processo in Inghilterra per aver pregato in silenzio per il suo figlio abortito vicino a una clinica. Il 24 novembre 2022, è stato “sorpreso” a pregare in silenzio nei dintorni di una struttura per aborti da due funzionari comunali. Dopo un avvertimento e una multa di 100 sterline, ha rifiutato di andarsene, affermando che la richiesta era «un’interferenza con il mio diritto assoluto alla libertà di pensiero». Sostenuto dall’Alliance Defending Freedom (ADF), Smith-Connor si è dichiarato non colpevole. Egli ha dichiarato: «Ho combattuto per proteggere i valori della libertà e della democrazia in Afghanistan e ora sono perseguito in Inghilterra per aver pregato in silenzio per mio figlio Jacob, ucciso con un aborto. Vedo approvare leggi in Inghilterra che criminalizzano gli atti caritatevoli e la preghiera».

    Adam Smith-Connor legge un discorso all'esterno della Corte dei Magistrati di Poole, il 9 agosto 2023

    Smith-Connor racconta la sua conversione al cattolicesimo e come un sogno vivido sull'aborto di suo figlio lo abbia spinto a impegnarsi nella difesa della vita. Ha aderito a "40 Giorni per la Vita" (40 Days for Life), un'iniziativa di preghiera e digiuno internazionale.

  • Padre Sean Gough: Isabel Vaughan-Spruce e padre Sean Gough sono stati arrestati a Birmingham per lo stesso “reato”: quello di aver violato presumibilmente un ordine di protezione degli spazi pubblici (PSPO) pregando nel segreto delle loro menti. La Procura della Corona, tuttavia, ha affermato che non c’erano prove sufficienti e ha chiesto verdetti di non colpevolezza.

Questi casi hanno suscitato un'ampia condanna pubblica, anche da parte di gruppi per i diritti umani, che hanno denunciato l'esistenza di una «polizia del pensiero» che si aggira per le strade britanniche e arresta i cittadini per aver pensato a Dio all’interno delle zone cuscinetto.

Opposizione e Critiche

Il vescovo John Sherrington, responsabile per le questioni sulla vita della Conferenza Episcopale Cattolica inglese e gallese, ha definito la misura «inutile e sproporzionata» oltre che «discriminatoria» nei confronti delle persone di fede. Anche Elizabeth Howard, portavoce della campagna pro-life Be Here for Me, ha dichiarato: «Questa decisione è un duro colpo per la libertà di parola e per i diritti umani in questo Paese».

Alina Dulgheriu, una donna che afferma di aver ricevuto aiuto finanziario e morale dai pro-life e di essere oggi madre di una figlia, ha commentato: «Sono rattristata e scioccata dal fatto che la Corte abbia sostenuto una misura che impedisce alle persone buone di dare aiuto alle madri che lo desiderano disperatamente».

Foto di un gruppo di attivisti pro-life che partecipano a una veglia di preghiera pacifica, prima dell'introduzione dei divieti

Isabel Vaughan-Spruce, raggiunta telefonicamente, ha dichiarato che «Queste ‘zone di accesso sicure’, una definizione fuorviante, sono state introdotte sulla base di dicerie e pettegolezzi. L'aborto non è sicuro, se si considera che circa 1 donna su 17 che riceve pillole abortive in Gran Bretagna finisce in ospedale con complicazioni».

Contesto Internazionale e Paralleli con l'Italia

Una legislazione simile è stata approvata anche in Germania, dove a luglio il Bundestag ha votato una legge contro le «molestie sui marciapiedi», vietando ai pro-life di ostacolare l’accesso alle cliniche e di esercitare pressione sulle donne incinte. I gruppi antiabortisti sono tenuti a rimanere ad almeno 100 metri di distanza, con sanzioni fino a 5 mila euro per chi violasse il divieto. L’emendamento è stato sostenuto da un ampio margine di voti favorevoli e osteggiato solo dall’Unione Cristiano-Democratica e da Alternative für Deutschland.

In Italia, la situazione presenta una visione molto diversa, poiché le porte dei consultori sono state aperte ai movimenti pro-life. Le associazioni antiabortiste non solo si ritrovano all’esterno degli ospedali ma, grazie all’emendamento al decreto Pnrr, il governo ha permesso il loro ingresso all'interno dei presidi di salute pubblica, con stanze ad hoc assegnate, come all’ospedale Sant’Anna di Torino.

Il Caso Modena

A Modena, si svolgono diverse iniziative pro-life, come la «Preghiera per la vita nascente» promossa dalla Comunità Papa Giovanni XXIII e la campagna «40 giorni per la vita» (40 Days for Life), una cellula italiana dell’associazione texana. Quest'ultima comporta quaranta giorni di preghiera no-stop davanti al policlinico, dove i movimenti anti-scelta si alternano per dodici ore consecutive per manifestare contro l’aborto. I manifestanti reggono cartelli con scritte come «Ogni aborto due vittime», «Possiamo aiutarti» e «Preghiamo per la fine dell’aborto», oltre a immagini di feti con la dicitura «Diritti umani anche per me» e «Uno di noi».

In risposta, le realtà femministe locali hanno dato vita alla rete Pro-choice di Modena. Silvia Missio della rete racconta di aver organizzato una contro-iniziativa a febbraio 2024 a cui hanno preso parte cittadine e cittadini, Non una di meno, la Casa delle donne contro la violenza e alcuni partiti politici. La rete chiede che si semplifichi l’accesso all’aborto, si diffondano informazioni chiare e i dati disgregati sugli aborti nelle varie AUSL.

Il sindaco di Modena, Massimo Mezzetti, ha chiesto pubblicamente ai movimenti antiabortisti di non svolgere più queste manifestazioni in aree sanitarie, auspicando una normativa simile a quella di Inghilterra e Galles per vietare manifestazioni che possano creare turbativa o turbamento in un raggio di 150 metri dalle aree sensibili sanitarie. Per il sindaco, «queste preghiere sono una forma di pressione e violenza psicologica sulle donne che vivono un momento delicato... Si conferma che sono delle vere e proprie manifestazioni politiche». Mezzetti ha sottolineato che, sebbene credente protestante valdese, non imporrebbe mai i suoi principi per legge in uno stato laico, e che la dignità della donna e la libertà di autodeterminazione devono essere tutelate.

Preghiera di Protezione - Guidata da Don Roberto

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